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Una macchina della neve non fissata è caduta su una bambina

Una macchina della neve non fissata è caduta su una bambina

Il 23 novembre 2024 una bambina è stata ferita da una macchina della neve caduta. Emma Bridgewater Ltd multata per 266.666 sterline.

La macchina della neve non era fissata nonostante le istruzioni del produttore

Il 23 novembre 2024, una bambina di dodici anni partecipa con la famiglia all’accensione annuale delle luci di Natale presso il negozio Emma Bridgewater di Hanley, Stoke-on-Trent. Una macchina per la neve artificiale, collocata in un’apertura sopra l’ingresso, precipita al suolo: nell’impatto colpisce un apparecchio luminoso e scaglia una scheggia di vetro contro la testa della bambina, che riporta un taglio profondo e necessita di cure ospedaliere. A distanza di oltre un anno e mezzo, lo scorso 6 luglio 2026, il Birmingham Magistrates’ Court ha condannato Emma Bridgewater Limited a una multa di 266.666 sterline, oltre a 4.931 sterline di spese processuali e 2.000 sterline di sovrattassa per la vittima. La notizia è stata diffusa dall’Health and Safety Executive in un comunicato ufficiale che ricostruisce l’intera vicenda con la precisione chirurgica di chi sa che ogni dettaglio tecnico, in materia di sicurezza, è un anello di una catena che non ammette cedimenti.

Lo schianto sotto l’albero

L’indagine condotta dall’Health and Safety Executive ha accertato che Emma Bridgewater Limited non aveva valutato adeguatamente i rischi legati all’uso della macchina della neve e non aveva provveduto a fissarla in modo da impedirne la caduta dall’apertura, nonostante le istruzioni del produttore illustrassero con chiarezza le modalità di installazione sicura. L’azienda si è dichiarata colpevole di violazione del Regulation 10(1) delle Work at Height Regulations 2005 e della Section 3(1) dell’Health and Safety at Work etc. Act 1974. Secondo un articolo della BBC, Emma Bridgewater Ltd ha espresso «profondo rammarico» per l’accaduto, mentre l’ispettore HSE Rob Gidman ha sintetizzato la dinamica con una frase che suona come una sentenza ancor prima di quella del tribunale: «Quello che doveva essere un evento festivo è stato rovinato da una pianificazione disordinata che ha portato una bambina a necessitare di cure ospedaliere».

Non è una fatalità. Gidman lo dice senza giri di parole: «Se il posizionamento della macchina da neve fosse stato pianificato correttamente e la macchina stessa fosse stata adeguatamente fissata, l’incidente avrebbe potuto essere evitato del tutto». E ancora, il punto che trasforma questo caso in un manuale di ciò che non si deve fare: «L’azienda ha ignorato le chiare istruzioni di installazione del produttore». Tre frasi che smontano qualunque tentativo di derubricare l’accaduto a incidente imprevedibile. Qui non c’è stato un cedimento strutturale imprevisto, non c’è stata una catena causale complessa: c’è stata l’omissione deliberata di un passaggio previsto da chi la macchina l’ha progettata e costruita. E l’omissione è costata 266.666 sterline di multa, oltre al danno reputazionale per un marchio che ha costruito la propria identità sulla qualità artigianale e sull’attenzione al dettaglio.

Conti in rosso, sicurezza in bianco

Dietro la macchina della neve mal posizionata c’è un’azienda che attraversa una fase di turbolenza finanziaria. Secondo quanto riportato da Business Live, Emma Bridgewater ha registrato una perdita ante imposte di 4,4 milioni di sterline per l’esercizio chiuso il 27 aprile 2024, con un fatturato sceso da 37,7 a 31,5 milioni di sterline. La forza lavoro è stata ridotta da 469 a 409 dipendenti, con un taglio di 60 posti nell’anno precedente. L’ultimo utile ante imposte risale all’esercizio chiuso ad aprile 2022: 1,1 milioni di sterline su vendite per 33 milioni.

La pressione finanziaria può spiegare molte scelte aziendali, ma non spiega perché si sia deciso di ignorare le istruzioni di montaggio di un’apparecchiatura. Fissare una macchina della neve secondo le specifiche del produttore non è un costo che incide sul bilancio: è un’operazione che richiede tempo, attenzione e personale formato. Il paradosso è che proprio in fase di ristrutturazione e contenimento dei costi, la conformità alle normative sulla sicurezza dovrebbe essere trattata come l’ultima voce da sacrificare, non la prima. Una multa da 266.666 sterline, in un bilancio già in perdita per 4,4 milioni, non è una voce trascurabile. E non si contabilizza il danno reputazionale, che per un marchio iconico come Emma Bridgewater — ceramiche dipinte a mano, estetica domestica, regali di Natale — ha un peso specifico che nessuna polizza assicurativa può coprire integralmente.

Il manuale che avrebbe salvato una bambina

Il rapporto dell’HSE è impietoso perché non lascia zone d’ombra: l’incidente era evitabile. La macchina della neve non era fissata. Le istruzioni del produttore spiegavano come installarla in sicurezza. La valutazione dei rischi non era stata condotta con la profondità richiesta dalla legge. Siamo di fronte a una tripla violazione — procedurale, tecnica, organizzativa — che trasforma un evento pensato per attrarre famiglie in un caso da manuale per chi si occupa di sicurezza sul lavoro e conformità dei prodotti.

Le Work at Height Regulations 2005, nel loro Regulation 10(1), impongono che ogni attività in quota sia pianificata, supervisionata ed eseguita in modo sicuro. Il Health and Safety at Work etc. Act 1974, alla Section 3(1), estende l’obbligo di diligenza verso chiunque possa essere esposto a rischi derivanti dall’attività aziendale — non solo i dipendenti, ma anche i visitatori, i clienti, i bambini accorsi per vedere accendere le luci di Natale. La valutazione dei rischi non è un modulo da compilare per archiviare una pratica: è il processo attraverso il quale si identificano i pericoli, si stimano le probabilità e le conseguenze, si adottano le misure di controllo. In questo caso, la misura di controllo esisteva già — scritta nero su bianco nel manuale del produttore — ed è stata ignorata.

Ogni atto delegato, ogni standard armonizzato, ogni regolamento sulla sicurezza — dal Regolamento Macchine 2023/1230 nell’Unione Europea alle normative nazionali post-Brexit nel Regno Unito — non è un laccio burocratico. È lo scudo che separa un evento festivo da un trauma fisico, una condanna penale da una serata sotto le stelle di Natale. Il fascicolo tecnico di una macchina, la dichiarazione di conformità, la presunzione di conformità garantita dal rispetto degli standard: sono tutti strumenti che esistono per impedire che un progettista debba spiegare a un giudice perché una bambina di dodici anni è finita in ospedale. E quando un’azienda decide di saltare anche uno solo di questi passaggi, il costo non si misura solo in sterline: si misura in credibilità persa, in fiducia tradita, in un brand che per anni ha venduto tazze con scritte affettuose e che ora è associato a una scheggia di vetro conficcata nella testa di una bambina.

Adeguarsi bene e per tempo non serve solo a superare una verifica ispettiva o a ottenere un certificato. Significa garantire che nessun bambino finisca in ospedale per colpa di un’istruzione ignorata. La conformità non è un costo: è l’investimento che protegge l’azienda da sé stessa, dalle scorciatoie che la pressione finanziaria può suggerire e che un tribunale, prima o poi, trasforma in una multa a sei cifre e in una notizia che nessun ufficio stampa può addolcire.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire