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Il livello AA delle WCAG non è più una raccomandazione

Il livello AA delle WCAG non è più una raccomandazione

Dal 2025 la conformità al livello AA delle WCAG è obbligatoria per prodotti e servizi digitali nell'UE, pena l'esclusione dal mercato.

La direttiva europea obbliga a rispettare lo standard tecnico EN 301 549 che cita le WCAG

Il 28 giugno 2022 scadeva il termine per gli Stati membri di adottare le disposizioni necessarie a conformarsi alla direttiva (UE) 2019/882, meglio conosciuta come European Accessibility Act, entrata in vigore nell’aprile 2019. Da quel momento, per costruttori, datori di lavoro e manutentori è partito il conto alla rovescia: entro il 2025 i prodotti e i servizi immessi sul mercato dovevano essere accessibili. Oggi, a luglio 2026, la scadenza è alle spalle e la conformità non è una raccomandazione, ma una condizione per restare sul mercato ed evitare contenziosi.

Cento milioni di persone e una data sul calendario

La portata del problema è disegnata dai numeri. Stando ai dati della Commissione europea, circa 100 milioni di persone nell’Unione hanno una qualche forma di disabilità: un bacino di utenti che, senza interfacce, dispositivi e servizi accessibili, resta escluso dalle dinamiche quotidiane di consumo, lavoro e partecipazione sociale. La direttiva 2019/882 ha tradotto questo dato in un obbligo giuridico: entro il 2025 prodotti e servizi – dai terminali self-service ai contenuti web, dai trasporti all’e-commerce – devono rispettare precisi requisiti di accessibilità. E la domanda successiva è immediata: chi deve fare cosa e in base a quali regole tecniche?

Il livello AA che non perdona

La risposta tecnica arriva da una norma che già nel 2014 aveva tracciato la strada. L’ETSI ha pubblicato la EN 301 549, la quale, nella clausola 9.2, ha incorporato come riferimento i criteri di successo di livello A e AA delle WCAG 2.0. Non si tratta di un generico auspicio: le WCAG – linee guida per l’accessibilità dei contenuti web – fissano con precisione quali barriere vanno rimosse e quali accorgimenti progettuali vanno adottati. Raggiungere il livello AA significa soddisfare requisiti che coprono, tra gli altri, l’adattabilità dei contenuti a diverse modalità sensoriali, la navigabilità coerente, la leggibilità sufficiente per contrasto e l’assenza di ostacoli legati ai tempi di interazione.

Per un costruttore, la conformità al livello AA della WCAG 2.0 non è una certificazione accessoria: è il parametro che le autorità di vigilanza e i giudici potranno utilizzare per verificare se un prodotto o servizio rispetti l’European Accessibility Act. Il mancato allineamento apre scenari di contenzioso e, soprattutto, taglia fuori da un mercato di cento milioni di persone che, con l’entrata in vigore piena degli obblighi nel 2025, non possono più essere trascurate. Lo standard tecnico diventa così il vero spartiacque competitivo.

Ma tradurre lo standard in azioni quotidiane richiede di assegnare responsabilità precise lungo l’intera catena operativa.

Costruttore, datore di lavoro, manutentore: chi fa cosa

Ecco una mappa minima per evitare sorprese. Il costruttore deve integrare l’accessibilità nella fase di progettazione: ogni interfaccia, ogni terminale, ogni piattaforma digitale va concepita secondo i criteri WCAG già dal capitolato tecnico. Non è un costo aggiuntivo, ma una scelta che riduce il rischio di dover rimettere mano a prodotti già immessi sul mercato. Il datore di lavoro ha il compito di formare il personale e di selezionare fornitori in grado di garantire la conformità; ambienti di lavoro e strumenti professionali accessibili sono un obbligo che tocca anche il rapporto con dipendenti e collaboratori. Il manutentore deve infine monitorare la tenuta della conformità nel tempo: ogni aggiornamento software, ogni modifica hardware, ogni revisione dei contenuti web può introdurre nuove barriere se non verificato con test di accessibilità periodici.

Chi ricopre questi ruoli non può più limitarsi a dichiarazioni di principio: la direttiva impone di dimostrare la conformità, e la norma EN 301 549 fornisce il metro di misura. Partire oggi, a luglio 2026, significa colmare eventuali lacune prima che un contenzioso le renda ancora più costose.

L’accessibilità non è un costo, è un investimento in sicurezza giuridica e in nuovi clienti. Il 2025 è passato, ma ogni giorno in cui si rimanda l’adeguamento aumenta il rischio e allontana una fetta di mercato che aspetta solo di essere servita.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari.