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Le macchine con intelligenza artificiale cambieranno le regole

Le macchine con intelligenza artificiale cambieranno le regole

Il Regolamento (UE) 2023/1230 sostituisce la Direttiva Macchine dal 2027, introducendo requisiti per AI, cybersicurezza e modifiche sostanziali.

Il passaggio a un regolamento direttamente vincolante elimina le differenze interpretative tra gli stati membri

Dal 14 gennaio 2027 la Direttiva Macchine 2006/42/CE sarà storia. Il nuovo Regolamento (UE) 2023/1230, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 14 giugno 2023, non è solo un aggiornamento: cambia le regole del gioco per chi progetta, costruisce o utilizza macchinari. La direttiva vigente, adottata nel 2006 per armonizzare i requisiti di salute e sicurezza e rimuovere gli ostacoli al commercio, ha mostrato nel tempo inadeguatezze e incoerenze nella copertura dei prodotti e nelle procedure di valutazione della conformità. Per garantire un’applicazione uniforme in tutta l’Unione, il legislatore europeo ha scelto di sostituirla con un regolamento, direttamente vincolante in tutti gli Stati membri senza necessità di recepimento nazionale.

La svolta normativa: dalla direttiva al regolamento

La scelta di passare da una direttiva a un regolamento non è formale. Significa che le regole saranno identiche in tutta Europa, eliminando le differenze di interpretazione che spesso si verificavano con il recepimento nazionale. Il Regolamento Macchine si allinea al Nuovo Quadro Legislativo dell’UE, come illustrato nella pagina della Commissione Europea sulle macchine. Questo comporta procedure di valutazione della conformità più chiare e un linguaggio comune per costruttori, utilizzatori e organismi notificati. Ma cosa significa in concreto per chi progetta o utilizza macchinari? Il regolamento non si limita a riorganizzare le vecchie regole: introduce novità tecniche che toccano direttamente la progettazione della sicurezza.

Cosa cambia per progettisti e utilizzatori

Una delle novità più significative riguarda i sistemi di sicurezza basati sull’intelligenza artificiale. Il regolamento introduce requisiti per i sistemi con comportamento autoevolutivo che utilizzano l’apprendimento automatico per funzioni di sicurezza. In pratica, se un componente di sicurezza — ad esempio un sensore di presenza o un sistema di riconoscimento di pattern per l’arresto di emergenza — impara e si adatta nel tempo, il costruttore deve dimostrare che la sicurezza è garantita anche nella fase di evoluzione. Il testo normativo parla espressamente di “componenti di sicurezza dotati di un comportamento integralmente o parzialmente autoevolutivo che utilizzano approcci di apprendimento automatico che garantiscono funzioni di sicurezza”. Chi progetta macchine con algoritmi di machine learning per funzioni di sicurezza dovrà quindi prevedere metodologie di validazione specifiche, non coperte dalle attuali norme armonizzate.

Parallelamente, il regolamento integra per la prima volta disposizioni per la cybersicurezza. Software di conformità, dati e sistemi di controllo della sicurezza devono essere protetti da accessi non autorizzati e manomissioni. Questo è un aspetto nuovo per molti costruttori: non basta più che il PLC di sicurezza sia affidabile dal punto di vista hardware; se è connesso a una rete o riceve aggiornamenti software, vanno valutati i rischi informatici. Un esempio pratico: un riparo interbloccato comandato da un’unità logica programmabile esposta a rete potrebbe essere soggetto ad attacchi che alterano i segnali di sicurezza. Il costruttore dovrà includere queste analisi nella documentazione tecnica.

Un’altra definizione importante è quella di “modifica sostanziale”. Secondo il regolamento, si tratta di una modifica — realizzata con mezzi fisici o digitali — che crea un nuovo pericolo o aumenta un rischio esistente, non prevista dal costruttore originale. Questa definizione ha implicazioni pratiche per chi effettua retrofit o aggiornamenti: se si modifica una macchina già in servizio e la modifica è sostanziale, la macchina deve essere ricertificata secondo le nuove regole. Ad esempio, l’aggiunta di un sistema di visione artificiale per il controllo qualità potrebbe introdurre nuovi pericoli meccanici o elettrici, oppure aumentare i rischi di errata interpretazione dei dati. In quel caso, la modifica potrebbe essere considerata sostanziale e richiedere l’applicazione del nuovo regolamento, anche se la macchina è stata immessa sul mercato prima del 2027.

Di fronte a queste novità, la domanda sorge spontanea: come prepararsi per tempo? Il 2027 si avvicina e i tempi di progettazione e certificazione non sono brevi.

Cronometro per il 2027: cosa fare ora

Il regolamento si applica a partire dal 14 gennaio 2027, ma la data concreta per l’obbligatorietà sulle nuove immissioni sul mercato è il 20 gennaio 2027. Tutti i macchinari immessi sul mercato UE prima del 20 gennaio 2027 devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE; dopo tale data, per i nuovi macchinari il Regolamento diventa obbligatorio. Per chi progetta o modifica macchine, il consiglio è di iniziare subito: analizzare i propri prodotti per capire se utilizzano funzioni di sicurezza basate su AI o se richiedono misure di cybersicurezza. Se sì, è il momento di formare i team di progettazione e di aggiornare i processi di risk assessment. Anche gli utilizzatori finali e gli RSPP dovrebbero conoscere la nuova definizione di modifica sostanziale, per valutare correttamente gli interventi sul parco macchine esistente. Come spesso accade, chi si muove per tempo trasformerà l’obbligo normativo in un vantaggio competitivo: macchine più sicure, certificate secondo le regole più moderne, e con un valore aggiunto sul mercato.

Il nuovo Regolamento Macchine non è un ostacolo, ma un’opportunità per innalzare la sicurezza e l’innovazione del settore. La strada è tracciata: tocca a noi percorrerla con gli strumenti giusti.

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali.