Il regolamento (UE) 2023/1230 sostituirà la direttiva 2006/42/CE dal 20 gennaio 2027
La Direttiva Macchine 2006/42/CE è ancora oggi, 29 maggio 2026, il punto di riferimento per la sicurezza dei macchinari immessi nel mercato unico europeo. Da quasi vent’anni – fu adottata il 17 maggio 2006 – disciplina i requisiti essenziali di sicurezza e la libera circolazione delle macchine, ma il suo tempo sta per scadere. Il 20 gennaio 2027, tra meno di otto mesi, entrerà in vigore in modo obbligatorio il Regolamento (UE) 2023/1230, che abroga la vecchia direttiva e introduce un quadro normativo rinnovato. Chi progetta, installa o mantiene macchine deve già prepararsi, e il primo passo è conoscere il nuovo quadro normativo macchine UE.
Ancora in vigore, ma fino a quando?
La Direttiva 2006/42/CE è stata per anni la spina dorsale della sicurezza meccanica in Europa. Come riconosciuto dalla Commissione, il settore delle macchine è un pilastro industriale dell’economia dell’Unione, e la riduzione degli incidenti – ancora troppi – passa proprio da una progettazione intrinsecamente sicura e da una corretta installazione e manutenzione. Tuttavia, l’esperienza applicativa ha evidenziato inadeguatezze e incongruenze nella copertura dei prodotti e nelle procedure di valutazione della conformità. Il 20 gennaio 2027 segna una data spartiacque: cosa cambierà?
Cosa introduce il Regolamento (UE) 2023/1230
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 14 giugno 2023, il regolamento UE 2023/1230 sostituisce non solo la Direttiva 2006/42/CE ma anche la più datata Direttiva 73/361/CEE. Dal 20 gennaio 2027 diventerà obbligatorio per tutti i nuovi macchinari immessi sul mercato, mentre quelli già immessi prima di tale data restano soggetti alla direttiva attuale. La principale novità è l’aggiornamento delle procedure di valutazione della conformità, rese più coerenti e capaci di coprire prodotti e rischi che la vecchia direttiva non considerava adeguatamente. Inoltre, la Commissione ha già avviato l’aggiornamento sistematico delle norme armonizzate: dal 1° dicembre 2018 i riferimenti sono pubblicati tramite decisioni di esecuzione, e la Decisione (UE) 2023/1586 del 26 luglio 2023 elenca le norme armonizzate a sostegno della Direttiva 2006/42/CE. Il quadro è in fase di aggiornamento attivo fino al 2026, quindi chi progetta macchine deve tenere d’occhio le nuove edizioni delle norme – ad esempio quelle sulle distanze di sicurezza, sui ripari interbloccati o sui Performance Level – che confluiranno nel nuovo regime.
Prepararsi al 2027: azioni concrete per costruttori e manutentori
Per i costruttori il tempo stringe. Ecco le priorità per arrivare pronti al 20 gennaio 2027, quando sarà obbligatorio il nuovo regolamento macchine.
Primo: aggiornare i fascicoli tecnici. Il regolamento richiede una documentazione più dettagliata sulle procedure di valutazione della conformità, in particolare per macchine con rischi significativi – pensiamo a quelle dotate di sistemi di comando legati alla sicurezza, come i robot collaborativi o le presse. Se la direttiva attuale lasciava spazio a interpretazioni, il nuovo testo specifica meglio i contenuti minimi del fascicolo, compresa l’analisi dei rischi e le soluzioni adottate per mitigarli.
Secondo: monitorare le norme armonizzate. La Commissione sta aggiornando attivamente il quadro: la Decisione (UE) 2023/1586 pubblicata il 26 luglio 2023 è solo un punto di partenza. I progettisti devono verificare quali norme tecniche sono state riviste e se la loro applicazione è ancora in linea con lo stato dell’arte. Ad esempio, le norme sulle distanze di sicurezza (EN ISO 13857) o sui sistemi di comando relativi alla sicurezza (EN ISO 13849) potrebbero essere oggetto di nuove edizioni nei prossimi mesi. Una buona prassi è seguire i lavori dei comitati tecnici CEN/TC 114, che stanno producendo le versioni armonizzate per il nuovo regolamento.
Terzo: rivedere le procedure interne di valutazione della conformità. Se oggi si utilizzano moduli basati sulla direttiva (ad esempio il modulo A per l’autocertificazione o il modulo B per l’esame UE del tipo), dal 2027 si dovranno adottare i nuovi moduli previsti dal regolamento. Cambia in particolare la gestione delle macchine considerate ad alto rischio, per le quali potrebbe essere necessario un maggiore coinvolgimento degli organismi notificati. Anche le macchine già certificate secondo la direttiva, se rimesse sul mercato dopo il 20 gennaio 2027, dovranno dimostrare la conformità al nuovo regolamento.
Quarto: formare il personale tecnico e commerciale. I responsabili qualità e gli RSPP devono conoscere il nuovo quadro per supportare progettisti e installatori. Anche chi si occupa di macchine usate o di seconda mano deve sapere che, se la macchina viene rimessa in commercio dopo la data di applicazione obbligatoria, deve rispettare il regolamento. La formazione è un investimento, non un costo.
Tutto questo può sembrare un carico burocratico, ma è anche un’opportunità per migliorare la sicurezza e la competitività. Un approccio strutturato – dalla progettazione intrinseca alla corretta installazione – riduce il costo sociale degli incidenti causati dall’uso delle macchine, come sottolineato dalla Commissione stessa, e aumenta l’affidabilità dei macchinari. I costruttori che si adegueranno per primi potranno dimostrare ai clienti una maggiore attenzione alla sicurezza, trasformando un obbligo normativo in un vantaggio competitivo concreto.