L’azienda aveva rimosso la protezione di fabbrica, pratica comune secondo l’inchiesta
Secondo il comunicato stampa HSE, pubblicato lo scorso 14 maggio, il 14 febbraio 2024 un operaio di 32 anni dipendente di Power Plane Limited stava operando una fresatrice stradale a Wade Road, Basingstoke. Il suo piede è rimasto impigliato nel tamburo rotante, trascinandolo dentro la macchina. La gamba destra è stata amputata sul posto dai soccorritori per liberarlo. Non un errore umano, ma una scelta aziendale: la protezione di fabbrica era stata rimossa.
Il giorno dell’incidente
Quella giornata di febbraio di due anni fa ha segnato per sempre la vita dell’operaio. L’amputazione traumatica, eseguita in emergenza, gli ha causato conseguenze che vanno ben oltre la perdita dell’arto. L’indagine HSE ha documentato che il lavoratore soffre di disturbo da stress post-traumatico e dolore persistente, e non ha potuto lavorare per oltre un anno. «La lesione che ha cambiato la vita gli ha impedito di lavorare per più di un anno» si legge nel rapporto. «Continua a subire effetti mentali e fisici a lungo termine, tra cui PTSD e dolore persistente, oltre ad adattarsi a vivere con una disabilità permanente».
L’incidente non è stato un evento imprevedibile. L’azienda, che opera nel settore della fresatura stradale, aveva fatto una scelta operativa precisa. L’inchiesta ha rivelato che era «pratica comune operare le macchine senza la protezione montata». Una decisione che ha trasformato un macchinario industriale in una trappola mortale.
La scelta fatale
La vicenda si è conclusa lo scorso 13 maggio davanti al tribunale di Aldershot Magistrates’ Court. Power Plane Limited si è dichiarata colpevole di aver violato il Regulation 11(1) del PUWER 1998, la norma britannica che impone al datore di lavoro di adottare misure efficaci per impedire l’accesso a qualsiasi parte pericolosa dei macchinari. La società è stata multata di 92.450 sterline e condannata al pagamento di 6.781 sterline di spese processuali.
L’Health and Safety Executive (HSE), istituito nel 1975 come regolatore nazionale della sicurezza sul lavoro, ha sottolineato con chiarezza l’elemento evitabile dell’accaduto: «Se l’azienda avesse semplicemente montato la protezione del fabbricante sulla macchina, questa lesione che ha cambiato la vita avrebbe potuto essere prevenuta». Una frase che condensa l’intero significato della vicenda: non mancava una protezione, mancava la volontà di installarla.
La multa, per quanto rilevante, non restituisce una gamba. Ma la sentenza impone a tutti gli attori della filiera della sicurezza una domanda: cosa deve cambiare, concretamente, perché episodi simili non si ripetano?
Tre lezioni per non ripetere l’errore
La vicenda di Power Plane Limited si può tradurre in tre indicazioni operative, una per ciascun soggetto della catena della sicurezza.
Per il datore di lavoro. Il Regulation 11(1) del PUWER 1998 è chiaro: ogni datore di lavoro deve assicurare che siano adottate misure per impedire l’accesso a qualsiasi parte pericolosa del macchinario. Nel caso concreto, la protezione di fabbrica esisteva, era disponibile e non è stata installata. La lezione è operativa: non basta avere una protezione in magazzino o in officina, deve essere montata prima dell’uso e mantenuta funzionante. La prassi di rimuoverla per comodità (per velocizzare le operazioni di cambio tamburo o per migliorare la visibilità) è una violazione esplicita della norma. Il datore di lavoro deve istituire controlli periodici, formare gli operatori e sanzionare internamente chiunque operi senza protezione.
Per il costruttore. La protezione di fabbrica era disponibile, ma evidentemente non è stata progettata per scoraggiare la rimozione abituale. Il costruttore ha il dovere di rendere il montaggio della protezione una condizione necessaria al funzionamento della macchina, ad esempio con interblocchi meccanici o elettrici che impediscano l’avviamento in assenza del riparo. Il fascicolo tecnico della macchina deve includere istruzioni chiare su come e perché non rimuovere la protezione, e il manuale d’uso deve specificare le sanzioni contrattuali in caso di manomissione. La norma UNI EN ISO 12100 (sicurezza del macchinario) fornisce le linee guida per la progettazione di ripari fissi e mobili, ma la loro efficacia dipende dalla facilità con cui possono essere reinstradati o rimossi. Progettare un riparo che richieda attrezzi speciali per la rimozione è un investimento di marginale costo rispetto al costo di un incidente.
Per il manutentore e il preposto. La pratica comune di rimuovere la protezione non nasce in un giorno: è un’abitudine che si consolida se nessuno la contesta. Il manutentore che ripara la macchina e il preposto che supervisiona il cantiere hanno il dovere di segnalare immediatamente ogni protezione assente o manomessa. Nel caso Power Plane, l’abitudine era talmente radicata che non è stata nemmeno percepita come un rischio. La lezione: la manutenzione periodica deve includere un check specifico sullo stato delle protezioni, e il preposto deve avere l’autorità di fermare la macchina se la protezione non è presente. È un atto di responsabilità, non di burocrazia.
Ogni macchina è progettata con un sistema di protezione. Rimuoverlo per comodità non è un risparmio di tempo: è una condanna a morte. Il vero costo è la vita di una persona. La sicurezza non è un costo: è un progetto che inizia dal progetto della macchina e finisce ogni giorno sul campo.
Fonte: press.hse.gov.uk