Vai al contenuto
Un braccio idraulico da 1,5 tonnellate ha schiacciato un operaio

La barra di sicurezza non era adatta allo scopo

Un operaio di 40 anni è rimasto schiacciato da un braccio idraulico da 1,5 tonnellate nello stabilimento Bridgnorth Aluminium Limited. L'azienda è stata condannata a pagare 300.000 sterline di multa.

Il braccio da 1,5 tonnellate ha ceduto, schiacciando l’operaio per oltre venti minuti

Il 10 maggio 2023 un operaio di circa 40 anni è rimasto schiacciato sotto un braccio idraulico da 1,5 tonnellate nello stabilimento di Bridgnorth Aluminium Limited. È rimasto intrappolato per oltre venti minuti. Non tornerà più al lavoro. Lo scorso ottobre, la Cannock Magistrates’ Court ha condannato l’azienda a pagare 300.000 sterline di multa e 8.301 sterline di spese processuali, dopo che la stessa si era dichiarata colpevole di aver violato la sezione 2(1) del Health and Safety at Work etc. Act 1974. È il prezzo – economico e umano – di una non conformità che, con una progettazione adeguata, si sarebbe potuta evitare. Lo ha reso noto l’annuncio ufficiale dell’Health and Safety Executive (HSE) pubblicato lo scorso 20 ottobre.

Un braccio idraulico da 1,5 tonnellate: l’incidente e la condanna

Il lavoratore stava operando sotto il braccio idraulico quando il sistema ha ceduto. Il braccio, del peso di una tonnellata e mezza, lo ha schiacciato contro il pavimento dello stampo. Per i primi tre minuti è rimasto bloccato sotto il carico, fino a quando il pavimento non è stato abbassato per ridurre la pressione. Ma ci sono voluti altri diciannove minuti prima che il braccio venisse sollevato e l’operaio potesse essere liberato. Le lesioni da schiacciamento riportate sono state giudicate «life-changing», cioè tali da cambiare per sempre la vita della persona. Dopo l’incidente, il lavoratore non è mai più tornato in fabbrica.

La sanzione economica è arrivata solo nell’ottobre 2025, quando il tribunale di Cannock ha emesso la sentenza. L’azienda si è dichiarata colpevole di aver violato la sezione 2(1) del Health and Safety at Work etc. Act 1974, la norma che sancisce il dovere del datore di lavoro di garantire, «per quanto ragionevolmente praticabile, la salute, la sicurezza e il benessere sul lavoro di tutti i suoi dipendenti». Tale obbligo include la fornitura e la manutenzione di impianti e sistemi di lavoro sicuri e senza rischi per la salute, come specificato nella medesima legge. Una barra di sicurezza era presente, ma non ha retto al compito.

Le cause tecniche: guasto idraulico e barra di sicurezza inadeguata

Le conseguenze umane sono state drammatiche e irreversibili. L’infortunio ha avuto un impatto profondo sulla vita quotidiana del lavoratore, che non ha più potuto riprendere la sua attività. A nulla sono valsi gli investimenti che l’azienda aveva dichiarato in passato: Bridgnorth Aluminium, controllata in maggioranza dalla greca Elval S.A., ha investito 41 milioni di sterline nel 2014 per espandere il suo impianto nello Shropshire, con la creazione di 65 nuovi posti di lavoro. Oggi impiega 330 persone nella contea ed esporta il 20% della sua produzione negli Stati Uniti. Eppure, un singolo braccio idraulico non era protetto da un sistema di sicurezza adeguato.

Il costo della non conformità: dalla multa alla reputazione

La multa di 300.000 sterline, pur ingente, rappresenta solo una parte del costo reale. Il fermo impianto, le indagini, la perdita di un lavoratore esperto, il danno reputazionale e l’effetto sul morale di tutti i dipendenti sono voci che raramente compaiono nei bilanci, ma che pesano concretamente sulla competitività. In un settore dove la concorrenza è globale e i margini si giocano sull’affidabilità degli impianti, un incidente di questa portata può minare la fiducia dei clienti, soprattutto quelli internazionali come il mercato statunitense, che assorbe un quinto della produzione.

La lezione per i responsabili tecnici e per gli uffici qualità è chiara. Il Health and Safety at Work etc. Act 1974 non chiede l’impossibile, ma impone un obbligo di risultato «per quanto ragionevolmente praticabile». Ciò significa che la progettazione dei sistemi di sicurezza deve partire da una valutazione dei rischi reale, non da una lista di dispositivi standard. Una barra di sicurezza «non adatta allo scopo» è una non conformità che si paga cara, e non solo in tribunale. La conformità normativa, se integrata fin dalla fase di progettazione – o, nel caso di impianti esistenti, con un aggiornamento tecnico tempestivo – diventa un vantaggio operativo. Previene le interruzioni, protegge le persone, tutela il bilancio e preserva la reputazione dell’azienda.

Niente allarmi: solo un dato di fatto. Un braccio idraulico da 1,5 tonnellate non deve cadere. E quando cade, non è mai per caso: è il risultato di una catena di scelte tecniche che, con i giusti criteri di conformità, si possono e si devono spezzare in anticipo.

Fonte: press.hse.gov.uk

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire