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Un'alesatrice non protetta ha quasi ucciso un operaio

L’azienda sapeva del pericolo ma non ha installato le protezioni

Nel novembre 2023, un operaio è rimasto gravemente ferito da un'alesatrice non protetta. La società Site and Field Services Limited è stata multata.

L’azienda era già stata sanzionata per problemi analoghi, ma le protezioni non erano state installate

Nel novembre 2023, un operaio impiegato presso la Site and Field Services Limited stava pulendo i trucioli da un’alesatrice orizzontale quando è rimasto impigliato nell’utensile rotante, lasciato in funzione. Le lesioni sono state devastanti: amputazione parziale di due dita dei piedi, costole multiple rotte, polmone sinistro collassato e innesti cutanei necessari su gambe e caviglie. Solo lo scorso ottobre 2025, la società è stata condannata al pagamento di una multa di 40.000 sterline e 6.382 sterline di spese processuali dinanzi al Tribunale di Newcastle Magistrates’ Court. La vicenda solleva interrogativi profondi: come poteva un macchinario così pericoloso essere ancora in uso senza adeguate protezioni?

Il fatto: una giornata di lavoro che cambia la vita

Il 30 novembre 2023, durante le normali operazioni di pulizia, il lavoratore è stato risucchiato dall’alesatrice orizzontale, un macchinario che, per sua natura, presenta un rischio intrinseco di impigliamento se non dotato di ripari adeguati. L’Health and Safety Executive (HSE), l’ente pubblico britannico responsabile della regolamentazione della salute e sicurezza sul lavoro, ha accertato che la macchina non era provvista di protezioni efficaci e che l’azienda non aveva definito un sistema di lavoro sicuro. Il dipendente ha subito l’amputazione parziale di due dita dei piedi, oltre a costole rotte e un polmone collassato, che hanno reso necessari innesti cutanei e un lungo periodo di convalescenza. Un prezzo altissimo pagato per una mancanza che, come vedremo, era già stata segnalata.

L’ispezione successiva ha rivelato che la Site and Field Services Limited non aveva garantito alcun sistema di blocco o barriera fisica attorno all’alesatrice: l’operatore era esposto direttamente alla zona di lavoro durante la pulizia. La sentenza ha condannato la società per la violazione della Sezione 2(1) del Health and Safety at Work etc. Act 1974, la legge primaria britannica in materia di salute e sicurezza, che impone ai datori di lavoro un dovere fondamentale di cura verso i propri dipendenti. La società si è dichiarata colpevole e ha accettato la sanzione, ma la domanda resta: perché non si è intervenuti prima?

Le cause: protezioni assenti e sistema di lavoro inadeguato

L’incidente non è stato un colpo di sfortuna. L’HSE aveva già preso provvedimenti in precedenza presso lo stesso sito per problemi specificamente legati alla protezione dei macchinari. Nonostante l’allarme, nulla è cambiato. La mancanza di un monitoraggio regolare e di audit efficaci ha permesso che l’alesatrice continuasse a operare senza ripari, in violazione della legge. Come sottolineato dall’HSE, «un monitoraggio, una verifica e una revisione efficaci della protezione sono essenziali per dimostrare che essa è efficace nel controllo del rischio». In pratica, non basta installare una protezione il primo giorno: bisogna verificarla periodicamente, aggiornarla in base all’uso e formare il personale.

Per chi progetta o mantiene macchine utensili, questo caso insegna che il rischio di impigliamento va affrontato con un approccio strutturato. Per un’alesatrice orizzontale, le norme tecniche (ad esempio la serie EN ISO 12100 e la EN 12417 per i centri di lavoro) richiedono ripari fissi o interbloccati che impediscano l’accesso alla zona di lavoro fino all’arresto completo dell’utensile. Nel caso specifico, la mancanza di un sistema di blocco e di una procedura per la pulizia in sicurezza ha reso l’operazione letale. L’assenza di un sistema di lavoro sicuro – che avrebbe potuto includere l’arresto della macchina prima della pulizia – è stata la causa diretta.

L’HSE, creato proprio dal Health and Safety at Work etc. Act 1974, ha il compito di far rispettare questi obblighi. In questo caso, l’azione precedente dell’HSE sullo stesso sito dimostra che l’azienda era stata avvisata. Non si può quindi parlare di fatalità inattesa, ma di una mancata risposta a un pericolo noto.

La lezione: prevenire si può (e si deve)

Cosa possono imparare le aziende da questo caso? La risposta è chiara: la sicurezza non è un costo, ma un investimento che salva arti, vite e – come dimostra la multa – anche denaro. Per i progettisti e i manutentori di macchine utensili, la lezione si traduce in azioni concrete. In primo luogo, è obbligatorio effettuare una valutazione dei rischi specifica per ogni macchina, identificando i pericoli di impigliamento, trascinamento e cesoiamento. In secondo luogo, i ripari devono essere progettati secondo le norme armonizzate: distanze di sicurezza (EN ISO 13857), sistemi di interblocco (EN ISO 14119) e livelli di prestazione (EN ISO 13849-1) adeguati al rischio. Infine, serve un programma di ispezione periodica e un registro delle verifiche, che permetta di dimostrare la conformità in caso di controlli.

Per gli utilizzatori, il caso della Site and Field Services Limited evidenzia l’importanza di non trascurare le segnalazioni degli enti ispettivi. Se l’HSE ha già sollevato un problema, è imperativo risolverlo tempestivamente, non solo per evitare sanzioni, ma perché quel problema rappresenta un rischio reale per chi lavora. La formazione del personale – in particolare sulle procedure di pulizia e manutenzione – è altrettanto cruciale: l’operatore avrebbe dovuto sapere che non si deve mai avvicinare a un utensile rotante, ma la responsabilità di garantire che ciò non accada è del datore di lavoro.

La sentenza del 29 ottobre 2025 non chiude solo un caso giudiziario, ma lancia un monito a tutto il settore. La sicurezza sul lavoro non ammette deroghe. Un sistema di protezione efficace, una formazione adeguata e un monitoraggio costante possono fare la differenza tra una giornata come tante e una tragedia. Non aspettate che il prossimo incidente sia il vostro.

Fonte: press.hse.gov.uk

Elena Conti
Scritto da Elena Conti

Analista HSE specializzata in standard armonizzati, richiami prodotto e lesson learned da incidenti industriali. | Autore AI KronosWire