L’incidente nello stabilimento di Port Talbot evidenzia carenze nelle procedure di isolamento energetico
Lo scorso 31 luglio 2025, la Swansea Crown Court ha inflitto a Tata Steel una multa di 1,5 milioni di sterline per la morte di un appaltatore avvenuta nello stabilimento di Port Talbot. Il 25 settembre 2019 Justin Day, padre di tre figli e nonno, è morto schiacciato da un macchinario mentre lavorava nel sito siderurgico. Secondo il comunicato HSE sulla sanzione a Tata Steel, l’azienda è stata anche condannata a pagare 26.318,67 sterline di spese processuali. La sanzione, pur ingente, non restituisce una vita umana, e l’HSE ha sottolineato che la morte di Justin Day “avrebbe potuto essere facilmente prevenuta”. La sentenza richiama l’attenzione su un tema che ogni progettista, installatore e manutentore di impianti industriali dovrebbe tenere sempre presente: trascurare le basi della sicurezza dei macchinari è un errore che può costare caro, in termini umani prima che economici.
Un costo umano e finanziario evitabile
La multa di 1,5 milioni di sterline, pur rilevante, è solo il risvolto economico di una vicenda che ha origini tecniche precise. L’HSE ha accertato che Tata Steel non ha garantito che il sistema di trasporto fosse adeguatamente isolato e protetto. In parole semplici, il nastro trasportatore o il macchinario coinvolto nell’incidente non era stato messo in sicurezza prima di consentire l’accesso a un operatore. Si tratta di una delle violazioni più elementari delle norme sulla sicurezza delle macchine: ogni intervento su un sistema di trasporto – manutenzione, pulizia, rimozione di un blocco – richiede che l’alimentazione sia interrotta con un sezionatore bloccabile, che l’energia residua (meccanica, pneumatica, elettrica) sia dissipata e che il sistema rimanga in stato di arresto sicuro durante tutto il tempo dell’intervento.
L’incidente di Justin Day non è un caso isolato in un settore complesso come la siderurgia; è piuttosto un esempio di come un difetto nelle procedure di base possa trasformarsi in una tragedia. Il messaggio dell’HSE è chiaro: “Una persona amata dalla sua famiglia non è più qui a causa di fallimenti nelle basi della salute e sicurezza”. Per chi progetta o mantiene macchinari industriali, il richiamo è a non considerare mai scontate le misure fondamentali di isolamento energetico (lockout/tagout) e di protezione dei punti di pericolo. Non servono sistemi sofisticati: servono procedure chiare, dispositivi di isolamento affidabili e una verifica costante che quanto previsto venga effettivamente applicato.
Il difetto sistemico: sistemi di trasporto non adeguatamente protetti
L’HSE ha evidenziato che il sistema di trasporto non era “adeguatamente isolato e protetto”. In gergo tecnico, significa che mancavano o erano insufficienti i dispositivi di sezionamento dell’energia (interruttori con lucchetto, valvole di blocco, tappi di sfiato), e che i ripari (fissi o mobili interbloccati) non garantivano l’impossibilità di accedere alla zona pericolosa mentre il macchinario era ancora in moto o sotto tensione. Per i progettisti, il richiamo è alla norma EN 1037 (prevenzione di riavvi inattesi) e alla ISO 14119 (interblocchi associati ai ripari). Per chi segue la direttiva macchine (2006/42/CE) o il D.Lgs. 17/2010, la lezione è che i sistemi di trasporto – nastri, rulliere, convogliatori – richiedono una valutazione dei rischi specifica e l’adozione di misure di protezione con un livello di prestazione (PLr) adeguato.
La gravità del caso è accentuata dal contrasto con gli investimenti che Tata Steel sta portando avanti proprio a Port Talbot. L’azienda ha annunciato un investimento da 1,25 miliardi di sterline per il forno elettrico, con l’ordine delle attrezzature previsto entro settembre 2024 e l’inizio della costruzione entro agosto 2025. Un progetto ambizioso che porterà tecnologie moderne e una riduzione delle emissioni, ma che non può prescindere da solidi fondamenti di sicurezza. Come dimostra la morte di Justin Day, anche le aziende più grandi e impegnate in innovazioni radicali possono inciampare su aspetti basilari come l’isolamento di un nastro trasportatore. La lezione per i responsabili di stabilimento e i manutentori è che ogni nuovo impianto, per quanto avanzato, deve essere progettato e gestito con procedure di lockout/tagout robuste, formazione periodica e verifiche indipendenti.
Prevenire è meglio che pagare: come garantire la sicurezza dei sistemi di trasporto
La morte di Justin Day poteva essere evitata. E può essere evitata in futuro se ogni operatore, progettista e manutentore adotta un approccio metodico alla sicurezza dei macchinari di trasporto. Ecco cosa significa in pratica “garantire che un sistema di trasporto sia adeguatamente isolato e protetto”:
Isolamento dell’energia: ogni macchina deve avere un punto di sezionamento principale che interrompa tutte le fonti energetiche (elettrica, pneumatica, idraulica, meccanica). Il sezionatore deve poter essere bloccato con un lucchetto personale di chi interviene (secondo la procedura di lockout). Per i sistemi di trasporto lunghi o con più motorizzazioni, ogni azionamento deve essere sezionato singolarmente. Protezione contro il riavvio inatteso: dopo l’interruzione dell’alimentazione, è necessario verificare che non vi sia energia residua (ad esempio, l’accumulo di energia cinetica in un nastro fermo ma ancora in rotazione per inerzia). Si applicano freni meccanici o sistemi di blocco del movimento. Ripari interbloccati: se l’operatore deve accedere periodicamente al sistema di trasporto (per rimozione di blocchi, pulizia, manutenzione), i ripari mobili devono essere dotati di interblocchi con livello di prestazione PLr calcolato in base al rischio. L’interblocco deve fermare il macchinario prima che il riparo venga aperto e impedire il riavvio finché il riparo non è richiuso. Procedure scritte e formazione: non basta avere dispositivi di sicurezza; ogni intervento deve essere preceduto da una procedura documentata di isolamento e verifica. Gli operatori devono essere formati e periodicamente verificati sulla corretta esecuzione delle procedure. Verifica periodica: almeno una volta all’anno, i dispositivi di sicurezza dei sistemi di trasporto devono essere sottoposti a verifica strumentale (es. misura dei tempi di arresto, test di funzionamento degli interblocchi, controllo dei sezionatori).
La multa a Tata Steel non è solo una sanzione: è un avviso a tutti i costruttori e utilizzatori di macchinari industriali. Trascurare l’isolamento e la protezione dei sistemi di trasporto è un errore che si paga, e caro. Ma la lezione positiva è che esistono soluzioni tecniche consolidate, norme chiare e procedure semplici che possono prevenire tragedie. Investire in sicurezza non è un costo accessorio: è la base su cui costruire ogni innovazione, dal forno elettrico più avanzato al più semplice nastro trasportatore. La morte di Justin Day ci ricorda che la sicurezza industriale si costruisce con attenzione quotidiana ai dettagli, non con annunci di grandi progetti. Non aspettiamo la prossima multa – o la prossima vittima – per agire.
Fonte: press.hse.gov.uk