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Inail Umbria ha rinnovato l'adesione al programma WHP

Inail Umbria ha rinnovato l’adesione al programma WHP

Inail Umbria rinnova l'adesione al programma WHP per il 2026, promuovendo salute e prevenzione nei luoghi di lavoro con screening e buone pratiche.

L’adesione riguarda il programma regionale umbro per il 2026, all’interno del Piano regionale della prevenzione e del nuovo PNP

Il 27 ottobre, in una video call su Teams, il personale della Direzione regionale Inail Umbria e delle sedi locali si è riunito per lavorare sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro. L’occasione, ricostruita nella notizia pubblicata dall’Istituto, è la riadesione di Inail Umbria anche per il 2026 al progetto regionale “WHP – Luoghi di Lavoro che Promuovono la Salute“. È un passaggio operativo che chi segue un servizio di prevenzione riconosce subito, e che arriva pochi mesi dopo l’approvazione del nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031.

Il caso: un ente che assicura il rischio e si fa luogo di lavoro che promuove salute

Il dato interessante sta nella giustapposizione. Inail è l’ente che assicura i lavoratori contro infortuni e malattie professionali; qui sceglie di guardarsi come datore di lavoro e di applicare al proprio interno le stesse logiche di prevenzione che promuove all’esterno. A guidare i contenuti della riunione è stata Marina Silvia Giuliani, dirigente medico della Sovrintendenza sanitaria regionale e medico competente dell’Inail Umbria, che ha illustrato al personale una serie di “buone pratiche” organizzate per aree tematiche.

Va distinto con precisione il piano su cui ci si muove. Quella di Inail Umbria è un’adesione a un programma regionale, cioè una scelta organizzativa rinnovata anno per anno. Resta allora da capire da dove nasce l’opportunità che porta un ente pubblico a strutturare queste pratiche dentro i propri uffici, e quale filiera la rende possibile.

La filiera: dall’Intesa Stato-Regioni del 21 maggio al programma WHP

Per rispondere occorre risalire dal caso al quadro di pianificazione nazionale. Come riporta la scheda di ISS Epicentro sul PNP, il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 è stato approvato con Intesa Stato-Regioni lo scorso 21 maggio. È lo strumento centrale con cui si pianificano gli interventi di prevenzione e promozione della salute da realizzare sul territorio, e la sua attuazione passa per i Piani regionali della prevenzione (PRP) adottati dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Per chi lavora con norme e documenti tecnici, l’analogia è quella tra un quadro generale e i suoi strumenti di applicazione: il PNP fissa la cornice, i PRP la declinano sul territorio, i singoli programmi la rendono eseguibile in un’organizzazione. Nel caso umbro la catena è leggibile anche a ritroso. Secondo quanto indicato dalla Regione Umbria, il programma WHP è stato sviluppato nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2020-2025 ed è stato riattualizzato nel Piano regionale 2026-2031. La riadesione di Inail Umbria per il 2026 si colloca quindi esattamente nel punto in cui il nuovo ciclo nazionale si innesta su un programma regionale già rodato.

Le radici del concetto sono più lontane. Già nel 1997, con la Dichiarazione di Lussemburgo adottata da tutti gli Stati membri del Network Europeo per la WHP, la promozione della salute nei luoghi di lavoro è stata definita come lo sforzo congiunto di imprese, addetti e società per migliorare la salute e il benessere dei lavoratori, come ricorda la pagina della rete WHP della Regione Umbria. È un riferimento storico, non una novità: ma spiega perché il modello chiama in causa più soggetti contemporaneamente. Chiarita la catena, resta il punto pratico: quali contenuti scendono davvero fino al singolo luogo di lavoro?

Cinque aree, tre screening: cosa portare in azienda

Le buone pratiche illustrate da Giuliani si articolano in cinque aree tematiche: alimentazione, attività fisica, fumo, alcol e screening. Sull’ultima area il riferimento è territoriale e concreto. Come ha spiegato la dirigente medico, in Umbria gli screening oncologici, che consentono di individuare precocemente alcune patologie o condizioni che richiedono approfondimenti, sono gestiti da Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2 e prevedono tre programmi principali: tumore della mammella con la mammografia, tumore della cervice uterina con Pap-test o HPV test, colon-retto con la ricerca del sangue occulto fecale.

Come si traduce tutto questo in azioni distribuite per ruolo? Il caso umbro offre uno schema leggibile. Il datore di lavoro, in questo caso la Direzione regionale, decide l’adesione al programma WHP e mette a disposizione tempo e canali per la formazione interna. Il medico competente porta i contenuti tecnici e collega il luogo di lavoro all’offerta sanitaria del territorio, a partire dagli screening delle Usl. I lavoratori ricevono le informazioni e diventano destinatari attivi delle buone pratiche. È la stessa logica di sforzo congiunto fissata a Lussemburgo, calata in una riunione organizzativa.

Il quadro coerente con questa impostazione è quello delineato dal fact sheet Inail “Promuovere salute e benessere nei luoghi di lavoro: un paradigma in evoluzione”, che propone un cambio di paradigma nei servizi sanitari: approcci multidisciplinari, centrati sulla persona, e politiche orientate a una salute globale e sostenibile. Per un’organizzazione significa trattare la promozione della salute come parte del proprio sistema di gestione,
non come un’iniziativa isolata.

La scansione temporale gioca a favore di chi si muove ora. Il PNP copre il periodo fino al 2031 ed è appena entrato nella fase attuativa regionale: chi struttura oggi il proprio percorso all’interno dei programmi WHP del PRP di riferimento ha davanti un ciclo intero per consolidarlo. Il caso Inail Umbria dimostra che il percorso è già praticabile con strumenti semplici, una riunione, un medico competente, un collegamento con i servizi territoriali. Aderire per tempo consente di trasformare la prevenzione da adempimento in metodo, con un vantaggio organizzativo che si accumula anno dopo anno.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire