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In Piemonte l'IA controllerà la sicurezza con i dati delle aziende
Sentenze macchinari 57 minuti fa

In Piemonte l’IA controllerà la sicurezza con i dati delle aziende

Confindustria Piemonte e Inail firmano un protocollo triennale per usare l'IA nella prevenzione, ma servono dati aziendali affidabili.

L’intesa tra Confindustria Piemonte e Inail durerà tre anni e punta su strumenti digitali e intelligenza artificiale per la prevenzione

Partiamo dal numero che ogni RSPP (responsabile del servizio di prevenzione e protezione) e ogni legale d’impresa conosce bene. Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di infortunio in occasione di lavoro presentate all’Inail, al netto degli studenti, sono state 285.811, contro le 271.976 dello stesso periodo del 2025: un aumento del 5,1%. È lo sfondo su cui si inserisce il protocollo di intesa siglato a Torino da Confindustria Piemonte e dalla Direzione regionale Inail per la prevenzione di infortuni e malattie professionali. L’accordo è stato presentato lunedì scorso, 26 ottobre, ma porta la data di sottoscrizione dello scorso 7 ottobre. Non è dunque una notizia dell’ultima ora: è un punto di partenza per un ragionamento operativo.

Accanto agli infortuni c’è un secondo indicatore. Secondo i dati Inail aggiornati ad agosto, le patologie di origine professionale denunciate sono cresciute del 16,3%, arrivando a 74.542 casi. È un aumento più marcato di quello degli infortuni, e riguarda un ambito in cui il nesso causale, cioè il legame dimostrabile tra esposizione lavorativa e danno, si ricostruisce spesso a distanza di anni e con fatica. In entrambi i casi la crescita delle denunce non va letta in chiave catastrofista. Suggerisce però una domanda concreta: se i numeri salgono anche dove la collaborazione tra istituzioni e imprese esisteva già, che cosa cambia mettendola nero su bianco?

Cosa c’è scritto nel protocollo, e cosa manca ancora

L’intesa porta le firme di Alessandra Lanza, direttore regionale Inail Piemonte, e di Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte. Come riporta la scheda del protocollo pubblicata dall’Inail, l’accordo ha durata triennale a partire dalla sottoscrizione del 7 ottobre 2026. Le parti si impegnano a lavorare in modo congiunto, strutturato e permanente per potenziare la prevenzione. Nelle parole dell’istituto, l’obiettivo è dare una cornice istituzionale alla collaborazione già attiva in Piemonte. Si vuole anche renderla più capillare sul territorio regionale, per migliorare la qualità dei servizi offerti alle imprese.

Il contenuto operativo si articola su due fronti. Il primo è lo sviluppo di iniziative e progetti pilota per sperimentare strumenti digitali e soluzioni di intelligenza artificiale nella prevenzione. Il secondo comprende attività di informazione e formazione rivolte alle imprese e ai lavoratori, oltre a eventi e seminari divulgativi organizzati insieme. Un’attenzione particolare è riservata alla sicurezza stradale. La direzione è coerente con quanto avviene a livello nazionale. Il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, e il presidente dell’Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza (AIAS), Francesco Santi, hanno firmato un protocollo d’intesa anch’esso triennale. L’accordo prevede lo studio delle applicazioni dell’IA per migliorare il monitoraggio delle condizioni di lavoro, l’analisi del rischio e l’ottimizzazione delle misure di sicurezza aziendali, con lo scopo dichiarato di ridurre l’incidenza degli infortuni.

Ciò che i documenti non dicono ancora è altrettanto rilevante. Non sono indicati i settori coinvolti nei progetti pilota, né quali strumenti saranno sperimentati o con quali indicatori se ne misurerà l’efficacia. È normale per un protocollo quadro, ma sposta l’attenzione su un punto preciso. L’IA promette di leggere il rischio meglio di come lo leggiamo oggi: quali dati le forniranno le imprese?

Tre lezioni per chi la sicurezza la progetta, la gestisce e la ripara

Dalla carta all’officina: chi deve muoversi perché i progetti pilota producano qualcosa di misurabile? Ai costruttori di macchine e impianti spetta il primo passo. Se l’obiettivo, come nel protocollo Inail-AIAS, è il monitoraggio delle condizioni di lavoro e l’analisi del rischio, conta che le apparecchiature producano informazioni leggibili. Servono stati di funzionamento, interventi dei dispositivi di protezione, anomalie registrate in modo coerente. Per gli uffici tecnici progettare pensando al dato richiede un costo di sviluppo. In cambio offre un argomento in più verso clienti che dovranno dimostrare di aver valutato e gestito il rischio. Una macchina che documenta il proprio comportamento rende più semplice anche la ricostruzione degli eventi, e chi fa perizie lo sa bene.

Ai datori di lavoro e ai loro RSPP il protocollo offre un’occasione concreta: candidarsi ai progetti pilota e partecipare alle attività formative previste. Il datore di lavoro ha la posizione di garanzia, cioè l’obbligo giuridico di impedire l’evento dannoso. Per lui la formazione vale quanto la sua tracciabilità: chi è stato formato, su che cosa, quando, con quale verifica dell’apprendimento. L’accento sulla sicurezza stradale merita un’attenzione specifica. Per molte imprese il rischio legato agli spostamenti di lavoro resta sullo sfondo del documento di valutazione dei rischi. Portarlo in primo piano, con percorsi formativi documentati, è un adeguamento accessibile e difendibile.

Ai manutentori, interni o esterni, tocca il compito meno visibile e forse più decisivo. Nessun algoritmo corregge un registro di manutenzione incompleto. Un intervento non annotato, una sostituzione registrata con una descrizione generica, una verifica periodica senza data diventano rumore nei dati. Su dati di questo tipo uno strumento di analisi del rischio produce conclusioni poco affidabili. Registrazioni puntuali, con data, componente, esito e firma, sono la base su cui qualsiasi soluzione digitale può lavorare. In sede di contenzioso sono anche la prima cosa che il perito chiede di vedere.

Il triennio del protocollo piemontese non va trattato come un adempimento da attendere. È una finestra di tempo per arrivare all’appuntamento con dati ordinati e procedure verificabili. L’intelligenza artificiale applicata alla prevenzione funzionerà nella misura in cui troverà in azienda informazioni affidabili e pratiche coerenti. Chi da oggi organizza registri di manutenzione, analisi del rischio e formazione, compresa quella sulla strada, sarà in condizione di sfruttare i progetti pilota invece di subirli. Non è un richiamo morale: è un’indicazione di metodo.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire