Richiamato il set Cornhole Smyths Toys 233254: amianto nel riempimento dei sacchetti.
Il set Cornhole e la sostanza che non doveva esserci
Numero di articolo 233254, data della segnalazione lo scorso 11 settembre 2026, una parola che non dovrebbe mai comparire in un giocattolo: amianto. Il richiamo del set Cornhole Wurf-Set di Smyths Toys non parte da un difetto meccanico, ma da un test sul materiale di riempimento dei sacchetti da lancio, come risulta dalla banca dati Gefährliche Produkte in Deutschland.
La segnalazione, datata 11 settembre 2026, riguarda il modello Cornhole Wurf-Set – Spiel mit Wurfsäcken, hölzernes Spiel mit Wurfsäcken, articolo 233254. Il motivo del richiamo sta nel dettaglio: il materiale di riempimento dei sacchi può contenere amianto. Il pericolo è classificato come “Gefährdung durch Stoffe”, pericolo dovuto a sostanze, con possibile danno agli organi. Il quadro di riferimento è la Spielzeugrichtlinie 2009/48/EG, la direttiva che fissa i requisiti di sicurezza per i giocattoli immessi sul mercato dell’Unione.
Ma perché un singolo set da gioco con sacchetti di lancio è finito sotto i riflettori? La risposta arriva da una scoperta casuale avvenuta mesi fa.
Dalla scoperta australiana alla crisi globale
Il richiamo Smyths non nasce dal nulla: già nel novembre 2025, in Australia, la contaminazione da amianto in una marca di sabbia colorata per lavoretti era stata scoperta per caso. Da allora, come ricostruisce l’analisi di Consumer Reports, la crisi della sabbia per lavoretti è diventata globale: nei cinque mesi successivi sono state rilasciate nuove allerte governative all’incirca ogni settimana.
La conferma arriva dai canali di sorveglianza dei consumatori. Stando alla Verbraucherzentrale NRW, dopo che in Nuova Zelanda, Australia, Belgio e Paesi Bassi era stato rilevato amianto in campioni di diversi set da gioco, i Paesi vicini hanno già reagito con divieti di vendita e avvertenze; una serie di prodotti è stata contestualmente richiamata.
La contaminazione ha presto superato la sabbia da lavoretto. Presso Aldi e Action sono risultate coinvolte figure giocattolo a marchio “Stretcherz”: in determinate partite, vendute tra il novembre scorso e la settimana precedente l’allerta, è stato rilevato amianto nel materiale di riempimento, come documentato dall’inchiesta di ARD Marktcheck. Hema, dal canto suo, ha richiamato tutti i suoi prodotti a base di sabbia. E Smyths Toys non è alla prima segnalazione: già a marzo 2026 aveva ritirato una gamma di giocattoli “dig” per tracce di amianto; il mese precedente, insieme ad altre catene, aveva richiamato una gamma di giocattoli Stretcherz dopo che i test avevano mostrato tracce di amianto nel materiale sabbioso interno, come riportato dall’Irish Times.
Il quadro sanitario spiega perché il richiamo precauzionale non è una formalità. L’amianto può essere cancerogeno anche in concentrazioni minime e i danni si manifestano spesso solo anni dopo; ogni contatto va evitato, specialmente nei bambini. Nel caso del Cornhole, il motivo del richiamo riguarda l’interno dei sacchetti da lancio: i test hanno mostrato che il materiale simile a sabbia contenuto al loro interno può presentare tracce di amianto, come riporta la Salzburger Nachrichten. Secondo Smyths Toys, il rischio complessivo è basso, ma l’articolo viene ritirato per motivi di sicurezza.
Tre azioni per trasformare il richiamo in vantaggio operativo
Di fronte a una contaminazione che ha attraversato continenti e marchi, la domanda non è se adeguarsi, ma come farlo prima che il richiamo diventi un danno reputazionale. La Spielzeugrichtlinie 2009/48/EG offre la cornice: il caso Cornhole mostra che il punto critico non è la superficie visibile, ma il materiale di riempimento.
Per chi progetta e costruisce il giocattolo, la prima azione è verificare che l’analisi dei pericoli includa i materiali di riempimento e le sostanze presenti in tracce, non solo i componenti meccanici. La classificazione “Gefährdung durch Stoffe” della segnalazione BauA indica che un test mirato sul contenuto dei sacchetti è sufficiente a trasformare un articolo in commercio in un richiamo.
Per chi importa, distribuisce o vende, la seconda azione è trattare i risultati di laboratorio come presupposto di richiamo precauzionale, anche quando il rischio è dichiarato basso. I casi Stretcherz presso Aldi e Action, il richiamo totale dei prodotti a base di sabbia da parte di Hema e i richiami successivi di Smyths dimostrano che agire prima dell’allerta governativa riduce l’esposizione e il danno reputazionale.
Per gli organismi notificati e per chi esegue la valutazione di conformità, la terza azione è spostare l’attenzione della verifica sui pericoli chimici dei materiali di riempimento, non solo sui pericoli fisici e meccanici. La sequenza di allerte in Nuova Zelanda, Australia, Belgio e Paesi Bassi indica che la filiera della sabbia e dei granuli per giocattoli va presidiata a monte, per non arrivare al richiamo dopo la vendita.
Chi tratta la conformità come un costo subirà la prossima allerta; chi la trasforma in presidio tecnico avrà già risposto. Conformarsi bene e per tempo alla Spielzeugrichtlinie 2009/48/EG non è un onere burocratico: è il vantaggio competitivo di chi non scopre l’amianto dai giornali, ma dai propri controlli.