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Knaus ha richiamato 26.000 camper per una saldatura
Richiami & incidenti 46 minuti fa

Knaus ha richiamato 26.000 camper per una saldatura

Knaus richiama 26.000 camper Weinsberg per una saldatura difettosa sulla barra Isofix: non usare gli ancoraggi e verifica il richiamo.

Richiamo volontario per camper Weinsberg: barra ISOFIX difettosa acquistata da fornitore esterno.

La saldatura che non doveva cedere

Un punto di saldatura. È lì che si decide se un seggiolino resta ancorato al telaio o si trasforma in un proiettile in caso di impatto. Lo scorso 11 settembre 2026, Knaus Tabbert AG ha segnalato il richiamo dei propri veicoli Weinsberg a causa di una saldatura difettosa sulla barra ISOFIX — il sistema standardizzato di ancoraggio rapido dei seggiolini per bambini alla struttura del veicolo. La segnalazione è confluita nella scheda pubblicata su EU Safety Gate con il numero SR/02413/26, secondo la classificazione della EU-Kommission. La misura è stata inquadrata come ritiro volontario del prodotto dal consumatore finale.

Il guasto non è né elettronico né meccanico nel senso tradizionale: è una cricca su una saldatura, il tipo di dettaglio che un perito riconosce prima ancora di aprire la pratica. La barra ISOFIX è un punto di ancoraggio che deve trasmettere al telaio le forze di un seggiolino occupato da un bambino durante una collisione. Se la saldatura cede, il seggiolino non è più vincolato alla struttura: l’energia dell’impatto lo trasforma in una massa libera all’interno dell’abitacolo. I dati della scheda indicano come date di fabbricazione il periodo compreso tra il 7 luglio 2017 e il 27 aprile 2026: quasi nove anni di produzione, con il paese di origine indicato come Germania.

L’analogia più calzante è quella della catena: una catena è sicura quanto il suo anello più debole. Qui l’anello debole non è il seggiolino, non è il telaio, non è il sistema di ritenuta nel suo insieme: è un cordone di saldatura sul supporto. La sicurezza passiva di un intero sistema — omologato, venduto, usato per anni da famiglie — si regge su pochi centimetri di materiale fuso. Quanto è esteso davvero il problema? La risposta, come spesso accade, non è lineare.

Numeri, fornitori e il paradosso della responsabilità

I numeri raccontano una scala ampia ma non uniforme. Secondo quanto riferito da un articolo del portale Stern, nel mondo sarebbero circa 26.000 i camper interessati, di cui più di 20.000 in Germania. Altrove circola un dato diverso: la distribuzione dei 14.460 veicoli coinvolti a livello mondiale tra i singoli modelli non è nota, come riferisce la testata specializzata AMZ. La discrepanza tra le cifre non è un dettaglio: è il primo segnale di una filiera in cui l’informazione tecnica si disperde tra costruttore, fornitori, reti di vendita e autorità di vigilanza.

Qui si apre il paradosso della responsabilità. Da un lato, il richiamo è volontario: nessuna autorità ha imposto il ritiro, il costruttore si è attivato d’ufficio. Dall’altro, secondo quanto dichiarato dal team stampa di Knaus, il componente difettoso è stato acquistato da un fornitore esterno, come riporta il club automobilistico tedesco ADAC. Il richiamo volontario non elimina la domanda che un legale o un RSPP — il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione — si porrebbe subito: chi risponde della saldatura difettosa, il costruttore che assembla o il fornitore che salda? La risposta, nella prassi, non è mai una sola: il costruttore resta il soggetto che immette il prodotto finito sul mercato, ma la catena delle responsabilità contrattuali corre a monte.

Il contesto economico non alleggerisce la posizione del gruppo. Nel rapporto annuale 2025, l’azienda ha dichiarato che insolvenze dei concessionari, pressione sui prezzi e difficoltà nella catena di fornitura hanno pesato sui risultati aziendali, tanto che gli obiettivi di redditività non sono stati pienamente raggiunti, come si legge in un comunicato ufficiale di Knaus Tabbert. Un richiamo volontario in un contesto di margini sotto pressione è una scelta che costa, e questo rende la segnalazione un atto di trasparenza che merita attenzione — ma che non può esaurire la responsabilità di chi il veicolo lo usa.

Tre verifiche prima del prossimo viaggio

Prima di tutto, non fidarsi del silenzio: il richiamo è volontario e pubblicato, ma non tutti lo leggeranno. Per chi ha un Weinsberg in garage, la prima indicazione operativa è netta: i punti di ancoraggio Isofix non devono più essere utilizzati, per non mettere in pericolo i bambini a bordo. Secondo l’avviso riportato da ADAC, la prescrizione vale da subito. Il seggiolino non va agganciato alla barra difettosa: va fissato con i sistemi alternativi previsti dal manuale del veicolo o, dove possibile, non utilizzato su quel sedile.

La seconda verifica è documentale: controllare il numero di richiamo SR/02413/26 sul portale EU Safety Gate e confrontarlo con i dati di telaio del proprio veicolo. Le date di fabbricazione interessate — dal 7 luglio 2017 al 27 aprile 2026 — coprono quasi un decennio: se il veicolo rientra in quell’intervallo, il richiamo lo riguarda. La terza azione è verso il costruttore: esigere la documentazione della saldatura o la sostituzione del componente, senza accontentarsi di rassicurazioni telefoniche. Un ufficio tecnico o un legale dovrebbe richiedere per iscritto l’esito del controllo e la data prevista per l’intervento.

Quanto costa un controllo rispetto a un seggiolino che si stacca? Il costo di una verifica si misura in minuti e in una telefonata; il costo della mancata verifica si misura in termini che nessun bilancio aziendale può assorbire. La sicurezza di un bambino non dipende solo dalla buona volontà del costruttore: dipende da una saldatura controllata, da un richiamo letto e da un proprietario che decide di non usare un ancoraggio a rischio. Il controllo costa pochi minuti; la mancata verifica può costare tutto.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire