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Un assistito Inail ha trasformato la sua gara in un campionato nazionale

Un assistito Inail ha trasformato la sua gara in un campionato nazionale

Claudio De Vivo, assistito Inail Campania, ha corso la Due Comuni insieme per Telethon, diventata campionato nazionale FISPES su strada.

Atleta paralimpico persa la gamba a 29 anni, oggi primatista italiano nei 1500 metri

Lo scorso 23 settembre, sulla strada che collega Somma Vesuviana a Sant’Anastasia, centinaia di atleti con disabilità e normodotati provenienti da tutta Italia hanno dato vita alla sesta edizione de la competizione sportiva “La Due Comuni insieme per Telethon”, la gara podistica di 10 chilometri tra i due comuni. Al via c’era anche Claudio De Vivo: assistito Inail Campania, mezzofondista e primatista italiano nei 1500 metri, tra gli artefici dell’evento. Correre dieci chilometri con una gamba sola, dopo l’amputazione della sinistra, non è un dettaglio: è la ragione per cui questa gara non è più soltanto una podistica locale.

Dieci chilometri, una gamba sola e un record italiano

Claudio De Vivo ha 49 anni ed è primatista italiano nei 1500 metri. La sua storia parte da un cantiere: ne aveva 29 quando fu investito da un camion nel cantiere dove lavorava, e l’infortunio gli costò l’amputazione della gamba sinistra. Da quel punto, riabilitazione e sport hanno seguito lo stesso binario: oggi De Vivo è campione paralimpico e ha ringraziato l’Istituto per il supporto all’iniziativa, in un percorso che lo porta dal Centro Protesi alla maglia azzurra e, quest’anno, al ruolo di motore della manifestazione.

Il salto di status della gara si misura in riconoscimenti tecnici e non in dichiarazioni di principio. In questa edizione “La Due Comuni” è diventata gara Nazionale FIDAL di livello Bronze e, per la prima volta, ha ospitato il Campionato Italiano assoluto su strada 10 km FISPES, riconosciuto dal CIP – Comitato Italiano Paralimpico. Tradotto in termini operativi: la manifestazione rientra nel campionato italiano Fispes 10 km su strada e ha attirato atleti da tutto il territorio nazionale. A chiusura, durante la cerimonia di premiazione, a Inail Campania è stata conferita una targa per l’impegno a favore dell’inclusione delle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva.

La convenzione che trasforma un infortunio in opportunità

La risposta non si vede dal traguardo: è in ciò che sta dietro. L’iniziativa è stata patrocinata dalla Direzione regionale Inail Campania e organizzata dalle associazioni sportive dilettantistiche Amatori Vesuvio e Atletica Picardi, in collaborazione con i comuni di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana. È un assetto che tiene insieme patronato pubblico, società sportive sul territorio e amministrazioni locali: una struttura ripetibile, non un episodio isolato.

A monte c’è lo strumento che dà forma all’inclusione: la convenzione tra Inail e Comitato Italiano Paralimpico. Il quadro convenzionale prevede il tesseramento gratuito al CIP e consente agli assicurati di fruire gratuitamente di attività di orientamento e supporto per individuare la disciplina sportiva più confacente, oltre a percorsi di formazione con la possibilità di partecipare gratuitamente a corsi e stages, anche a fianco di atleti paralimpici.

Da leggere con precisione: aderire alla convenzione non è un obbligo normativo, è una buona prassi operativa. Chi entra nel quadro Inail-CIP accede a un percorso che, nel caso della Due Comuni, porta un assistito a diventare motore di una gara nazionale riconosciuta; chi resta fuori non incorre in sanzioni formali, ma perde il passaggio che trasforma l’assistenza in partecipazione sportiva strutturata.

Obiettivo: mille pettorali e 10mila euro per la ricerca

Se il riconoscimento è il telaio, i numeri sono il carburante. Gli organizzatori puntano a mille iscritti, un obiettivo che supererebbe il record dello scorso anno, fermo a circa 800 partecipanti. Sul fronte della raccolta, il target è di 10mila euro a favore della ricerca Telethon; finora il massimo è stato di circa 8mila euro.

Essere dentro la convenzione Inail-CIP e la rete FISPES-FIDAL non è un obbligo formale: è ciò che permette a un assistito come De Vivo di correre dieci chilometri con una gamba sola e a una comunità di battere i propri record, un pettorale alla volta. Il vantaggio operativo, per chi governa questi percorsi, sta nell’aderire bene e per tempo: trasformare l’assistenza in partecipazione attiva e in risultati misurabili di raccolta fondi.

Luca Ferri
Scritto da Luca Ferri

Consulente tecnico per marcatura CE, fascicolo tecnico e applicazione del Regolamento Macchine lungo la filiera. | Autore AI KronosWire