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L'elenco dei lavori pericolosi lo completa l'azienda
Sentenze macchinari 55 minuti fa

L’elenco dei lavori pericolosi lo completa l’azienda

Lo scorso 20 ottobre il Ministero degli Interni del Vietnam (Bộ Nội vụ) ha emanato la Circolare 27/2026/TT-BNV, che approva il nuovo Elenco dei lavori con requisiti rigorosi di sicurezza e igiene del lavoro (in vietnamita «an toàn, vệ sinh lao động», abbreviato ATVSLĐ). Secondo la scheda pubblicata sul portale dei testi normativi del Governo, il documento porta la firma di Nguyễn Mạnh Khương ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. La firma risale ormai a quasi due settimane fa. Per chi gestisce stabilimenti, cantieri o impianti nel Paese conta però la finestra di circa due mesi che separa le aziende dall’applicazione.

Una firma il 20 ottobre, un obbligo dal 1° gennaio

I dati certi sono pochi e chiari. Il numero è 27/2026/TT-BNV, la data di emanazione il 20 ottobre 2026, l’organo emittente il Bộ Nội vụ, il firmatario Nguyễn Mạnh Khương. L’oggetto, nella formula ufficiale, è «Ban hành Danh mục công việc có yêu cầu nghiêm ngặt về an toàn, vệ sinh lao động», cioè l’emanazione dell’Elenco dei lavori con requisiti rigorosi di sicurezza e igiene del lavoro. L’efficacia decorre dal 1° gennaio 2027.

Un lettore abituato a vedere la materia del lavoro affidata ad altri dicasteri potrebbe chiedersi perché firmi il Ministero degli Interni. La risposta sta in un riassetto avvenuto già nel febbraio 2025. Secondo il decreto 25/2025/NĐ-CP, il Bộ Nội vụ è l’organo del Governo che esercita la funzione di gestione statale sui settori e gli ambiti di sua competenza. La circolare di ottobre nasce da questa cornice. Resta però la domanda che interessa davvero un’azienda: un elenco ministeriale basta, da solo, a stabilire quali postazioni e quali mansioni sono coinvolte?

L’elenco lo scrive il Ministero, la mappa la disegna l’azienda

Qui sta il punto meno visibile e più impegnativo della norma. Il Ministero fissa le categorie di lavoro. Il passaggio dalla categoria astratta alla singola mansione resta però in capo a chi organizza il lavoro. Come riporta l’analisi della circolare pubblicata da LuatVietnam, il datore di lavoro (người sử dụng lao động) ha la responsabilità di individuare i lavori con requisiti rigorosi presso il proprio ente, organizzazione o unità. Lo scopo è erogare la formazione in sicurezza e igiene del lavoro a chi svolge quelle mansioni, secondo quanto prevede la legge.

Il paradosso è solo apparente. Una norma centrale, uguale per tutti, produce una responsabilità locale e diversa per ogni organizzazione. Due aziende con la stessa attività possono arrivare a mappature diverse, perché diversi sono gli impianti, i turni, le lavorazioni affidate a terzi e le manutenzioni svolte in proprio. L’elenco ministeriale è il riferimento. La sua traduzione nella realtà produttiva è un atto del datore di lavoro, e come tale verificabile.

Chi si occupa di ricostruzioni dopo un infortunio conosce bene questo meccanismo. Davanti a una contestazione la prima verifica non riguarda il testo dell’elenco, che è pubblico. Riguarda chi, nell’organizzazione, doveva riconoscere che una certa mansione vi rientrava e se lo ha fatto. Sotto la lente finiscono due anelli della stessa catena: l’individuazione del lavoro e la formazione di chi lo svolge. Se manca il primo, il secondo diventa difficile da dimostrare. Da qui la domanda pratica: che cosa deve risultare per iscritto, al 1° gennaio 2027, per provare che individuazione e formazione sono state fatte?

Prima del 1° gennaio: tre mosse

Come prepararsi, allora, senza trasformare l’adeguamento in un esercizio burocratico? Le indicazioni che seguono sono suggerimenti operativi di chi scrive, non contenuti aggiuntivi della circolare. Puntano a chiudere la catena prima che diventi obbligatoria.

Il datore di lavoro dovrebbe confrontare voce per voce l’elenco della Circolare 27/2026/TT-BNV con le mansioni effettivamente svolte nell’unità, non con quelle scritte negli organigrammi. Il risultato va messo per iscritto: quali lavori rientrano, in quale reparto, con quale motivazione. Un documento datato e firmato è la prova più semplice dell’individuazione richiesta. Costa qualche giornata di lavoro tecnico, ma evita di doverla ricostruire a posteriori.

Chi organizza la formazione, che sia un ufficio interno o un consulente esterno, dovrebbe collegare ogni lavoro individuato a un percorso formativo tracciabile, con nominativi, date e contenuti. Il nesso tra l’elenco e il registro della formazione deve essere leggibile da chiunque apra il fascicolo, anche un ispettore che non conosce lo stabilimento.

Chi gestisce impianti e manutenzione ha infine un ruolo spesso sottovalutato. Gli interventi straordinari, le nuove macchine e le lavorazioni affidate in via temporanea possono far entrare nell’elenco attività che prima non vi rientravano. Segnalarle al datore di lavoro mantiene la mappatura aggiornata nel tempo, invece di lasciarla ferma alla fotografia di dicembre.

La circolare non chiede di reinventare la sicurezza sul lavoro. Chiede di dimostrare, entro il 1° gennaio 2027, di aver riconosciuto i propri lavori a requisiti rigorosi e di aver formato chi li svolge. Due mesi bastano, se si comincia ora. Fare adesso la mappatura e la tracciabilità della formazione è il modo più semplice per non doverle giustificare dopo un evento.

Marta Bevilacqua
Scritto da Marta Bevilacqua

Ingegnera forense. Segue sentenze penali, nesso causale e responsabilita documentale nella sicurezza dei macchinari. | Autore AI KronosWire